Elio e le storie tese dicono Arrivedorci a Catania: il concerto di addio

Dopo aver partecipato alla 68° edizione del Festival di Sanremo con il brano “Arrivedorci”, Elio e le storie tese sono approdati ieri sera, 17 Maggio 2018, al Teatro Metropolitan di Catania per celebrare il loro “Tour d’addio“.

“Cari fratelli e sorelle, siamo qui riuniti in preghiera per ricordare i nostri amati Elio e le storie tese, composti da: alla voce Elio, al basso Faso, alla chitarra Cesareo, alle batterie Christian Millefinestre Meyer, alle pianole Jantoman, alle ulteriori ed addizionali pianole il maestro Carmelo Cosma, la nostra sorella Paola Folli alle voci. Ma per celebrare degnamente il mistero di questa serata, Monsignor Mangoni si è portato due anime pure: il giovane Diego Maggi e Paco.
Non cito più quel brighella di Rocco Tanica che si è dileguato prima del triste momento.
E ora ascoltiamo per l’ultima volta le voci, anche se appannate, anche se instabili, anche se inascoltabili nella loro vecchiaia, dei nostri cari. Ma ricordiamoci di ascoltarle nel Cristo!”

Parte così il Tour di Addio di Elio e le storie tese, in programma lo scorso 17 Maggio al Teatro Metropolitan di Catania.
Una voce sacerdotale fuoricampo, quella di Carmelo Cosma, recita l’orazione del caro estinto e annuncia lo scioglimento della band milanese con un’omelia funebre davvero bizzarra.
Dimenticatevi i visual, i muri di scenografie, gli innesti funerari tipici del R.I.P. ELIO E LE STORIE TESE dello scorso Dicembre al Mediolanum Forum di Milano e pensate invece ad uno show minimal, sarcastico e a tratti demenziale.
Elio indossa una parrucca e una canotta bianca e intona la prima performance della serata, Servi della gleba, avvolto in un fascio di luci colorate e posizionato dietro ad una tela avente al centro il simbolo di Crema.

“Abbiamo deciso di portare questo quadro in tutte le tappe del tour come segno di riconoscimento nei confronti della nostra città e del comune che ce l’ha gentilmente regalato.”

La scaletta è ricca e variegata, un lungo viaggio tra presente e passato: gli Elii ci ripropongono brani come Burattino Senza Fichi, La Vendetta del Fantasma Formaggino, Cateto, La follia della donna, Fossi Figo ed Essere Donna Oggi. Fino ad arrivare al medley Pipppero/La visione/Vacanza Alternativa/Urna/Discomusic/Born to be Abramo.

Vengono messi in atto siparietti, gag e simpatici fuoriscena come quello tra Elio e Carmelo, quest’ultimo nelle vesti di un giovane ragazzo scartato da tutti i talent, ma che è riuscito a far intonare al pubblico “A me mi piace il c….“ sulle note di Pensiero dei Pooh.
Oppure il momento da solista del batterista Christian Meyer che, dopo essere diventato il frontman della band, ha vestito i panni del Dj Mendrisio e mixato musica dance, swing e yodel svizzero.
Ma il vero protagonista della serata è stato senza alcun dubbio Mangoni, un instancabile intrattenitore e showman che ha indossato i costumi più bizzarri e stravaganti: da Mago Merlino, a Drag Queen, Burlesque, Tirolese e Supergiovane. Un ospite fisso ormai da diversi anni e “non uno degli Elio”, un personaggio esilarante che non è passato di certo inosservato per i suoi momenti di lapdance e trenino che hanno mandato il pubblico in visibilio.

Dopo tre ore piene di spettacolo, salti indietro nel tempo e vari bis, il concerto si conclude con “Tapparella” e l’ennesimo coro “Forza panino”, un tributo all’ex componente Feiex venuto a mancare qualche anno fa.
Ma prima che il sipario cali definitivamente, gli Elii si avvicinano al pubblico consapevoli di aver lasciato il segno, stringono le loro mani e si concedono un’ultima volta per qualche selfie o autografo.
Una prova evidente che, nonostante l’amaro addio, il loro legame con i fans rimarrà in vita per molto, molto tempo.

Questo è stato uno degli spettacoli più memorabili a cui abbiamo mai assistito, uno di quei concerti che ti spiazzano e ti lasciano esterrefatto.
Fin dalle prime battute, infatti, abbiamo capito di trovarci dinanzi ad uno show insolito e singolare, un concerto un po’ difficile da dimenticare. Saranno stati i costumi stravaganti, le burle dei protagonisti, le canzoni funky e discomusic un po’ fuorvianti, ma è evidente che quello che doveva essere un concerto di addio si è trasformato in una vera e propria festa.
Un chiaro segno che questa band non potrà essere sostituita facilmente perché si sa, in fondo Elio e le storie tese piacciono proprio per il loro essere stravagante e fuori dagli schemi.
Grazie per l’intenso spettacolo Elii, Arrivedorci!

Si ringraziano Elio e le storie tese e l’ufficio stampa Parole e dintorni per la disponibilità.

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