Intervista esclusiva a Manuel Aspidi, ex concorrente di Amici e The Voice

Continua il nostro viaggio alla scoperta di nuovi talenti: dopo aver conosciuto Sofia Turco, giovane artista siciliana, oggi vi segnaliamo l’intervista a Manuel Aspidi, ex concorrente di Amici 6 e The Voice of Italy 4.

Classe 1987, Manuel Aspidi è un volto noto del piccolo schermo italiano: nel 2006 partecipa alla sesta edizione di Amici, entrando a far parte della squadra Bianca ed incidendo il brano “Soli a metà”, contenuto all’interno del disco Bianco & Blu.
Nel 2016 diventa un concorrente di The Voice of Italy 4 ed accede al team di Raffaella Carrà, ma viene eliminato durante i Knockout – le sfide ad eliminazione diretta – provocando il disappunto del pubblico.
In questa intervista Manuel ripercorre un lungo viaggio alla scoperta del tempo e ci racconta tutti i segreti della sua vita: dall’infanzia all’oratorio, agli esordi, ai sogni nel cassetto e ai progetti futuri.
Da qualche mese è in rotazione radiofonica con il singolo “L’uso delle mani”, un brano contro la violenza sulle donne, ed è attualmente impegnato nella realizzazione del suo EP.
Ma adesso conosciamolo meglio!

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Credits: Manuel Aspidi

Manuel, com’è nata la tua passione per la musica? Raccontaci un po’ di te.
«Credo, anzi ne sono estremamente convinto, che la musica abbia sempre fatto parte di me.
Ero molto piccolo e ricordo che, quando guardavo i cartoni Disney, iniziavo a cantare le loro canzoni e cantavo e cantavo, fino a che non entrava in testa un’altra melodia.
Inoltre facevo parte del coro della chiesa, dove mi esibivo da solista e riscuotevo un grande successo da parte dei presenti.
Da allora in poi ho continuato, fino ad arrivare al punto in cui sono.»

Chi è stato il primo ad intuire il tuo talento?
«La mia famiglia, che mi ha sempre supportato e sostenuto.»

Quali sono i cantanti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?
«In primis Stevie Wonder, con cui sono cresciuto, e poi il grande Alex Baroni.»

Forse non tutti sanno che, nel 2006, hai partecipato alla 6° edizione di Amici: cosa ti porti di quell’esperienza?
«È stata una delle esperienze più significative per il mio percorso artistico.
Essere riuscito ad entrare in un programma così importante come Amici non è stato facile: all’epoca eravamo più di 30 mila fuori dagli studi di Cinecittà e quasi non ci credevo quando fu annunciato il mio nome.
Da lì in poi è iniziato tutto il mio percorso: ricordo con affetto il sostegno di Maria e di Luca Zanforlin nei miei momenti di black-out, il mio ingresso al serale dove mi esibì per primo sulle note di All Night Long, accompagnato da una fantastica orchestra diretta da grande Maestro Beppe Vessicchio.
Il mio primo inedito “Soli a metà” che mi ha fatto fare davvero tante belle cose, oltre a regalarmi immense soddisfazioni artistiche.»

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Credits: All Music Italia

Qual è stato il momento più emozionante vissuto all’interno della scuola?
«Il momento più emozionante è stato il mio ingresso nella scuola e l’ingresso alla fase serale, dove tutto cambia e diventa immenso. Mi sentivo un puntino in mezzo all’oceano, ma comunque carico ed emozionato per quello che stavo andando a fare.»

Poi hai partecipato a The Voice of Italy 4: ci racconteresti com’è andata e quali erano le tue aspettative?
«The Voice è stata una bella parentesi del mio percorso.
Dopo un paio di anni in cui volevo ritrovarmi, ho deciso di rifarlo e di rimettermi in gioco attraverso un talent. Probabilmente, per molti, è stato un ragionamento sbagliato, ma io avevo bisogno di un’onda d’urto che mi scuotesse e mi rimettesse in carreggiata.
Il Talent, oggi giorno, è un’ottima vetrina per rimettersi nella giusta direzione e vedo, infatti, che non sono il solo ad aver tentato nuovamente ed intelligentemente un percorso del genere.»

Quanto è stato difficile, per te, superare i cliché legati ai talent?
«All’epoca Amici non aveva ancora l’imprinting che ha adesso sul mercato discografico.
Diciamo che si è svegliato dopo la mia edizione, grazie al disco “Bianco e Blu” che io e i miei colleghi incidemmo e che ottenne davvero un grande successo.»

Oggi, a distanza di tre anni, ci riproveresti? Parteciperesti ad un altro talent?
«Onestamente no.
Il Talent mi ha aiutato molto ma, adesso, ho le idee molto chiare sul percorso da intraprendere.
Io e il mio team, infatti, stiamo già lavorando al mio EP.»

Chi apprezzi, artisticamente, tra i ragazzi usciti dai talent?
«Apprezzo molto Alessandra Amoroso e Annalisa, che ho avuto il piacere di conoscere: oltre ad essere grandi artiste, hanno un’umiltà incredibile.
Credo che il grande artista non si misuri dal numero di persone che vanno ad ascoltarlo o dai dischi venduti. Sicuramente tutto questo contorno aiuta, ma la vera grandezza risiede nell’umiltà e nella gratitudine che un cantante ha nei confronti del suo pubblico, perché è proprio quest’ultimo che ci supporta sempre e ci permette di continuare a fare quello che facciamo.»

In base alla tua esperienza personale, pensi che un talent show sia un’ottima opportunità per farsi apprezzare dal pubblico? Oppure esistono delle strade alternative come il web?
«Sicuramente il talent è un’ottima vetrina ma, ad oggi, molti artisti sono riusciti ad emergere con più difficoltà anche attraverso il web.»

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Credits: Manuel Aspidi

Quando un artista, secondo te, può essere definito tale? E qual è il momento giusto per spiccare il volo?
«Come dicevo prima, un artista viene definito tale quando si rende conto che attorno a lui le cose sono cambiate, ma rimane sé stesso, senza mutare in nessun aspetto.
Credo, inoltre, che non ci sia un momento specifico per spiccare il volo, ma occorre avere tanta preparazione e studio alle spalle.»

Cosa ne pensi dell’attuale scena pop? Con chi ti piacerebbe collaborare o duettare?
«Credo che si sia evoluta tantissimo, anche a livello di sonorità.
Sicuramente mi piacerebbe collaborare con una grande artista come Giorgia, Elisa, Amoroso o con un rapper, come Emis Skilla o J-Ax.
Per quanto riguarda il panorama internazionale, invece, resta il mio mito di sempre: Stevie Wonder.»

Qualche giorno fa è uscito “L’uso delle mani”: spiegaci un po’ com’è nato questo singolo, che messaggio vuole trasmettere e il riscontro che sta avendo col pubblico.
«L’uso delle mani è un brano contro la violenza sulle donne.
L’ho voluto cantare fortemente perché anch’io ho vissuto questo tipo di violenze attraverso una persona a me cara. Le stesse violenze che, ancora oggi, purtroppo avvengono con molta frequenza.
Attraverso questo brano ho voluto dar voce a tutte le donne, vittime di maltrattamenti, per avere la forza di parlare e non tacere di fronte alle violenze perché, restando in silenzio, l’uomo continuerà a fortificarsi sempre.
Il brano sta avendo un grande riscontro mediatico e radiofonico, mentre sul web ha già superato un milione di visualizzazioni in soli due mesi.»

E poi? Ci sarà un nuovo album o un live?
«Sì, stiamo lavorando al mio EP e al tour che partirà subito dopo.»

Che differenze ci sono tra cantare in studio ed esibirti live?
«Sono situazioni diverse.
In studio sei solo con te stesso e con le tue emozioni, e hai la possibilità di registrare il brano più e più volte, qualora non dovesse venire fuori nel migliore dei modi.
Per quanto riguarda il live, invece, vivi in uno stato di continua tensione perché cerchi di non deludere le aspettative delle persone che hanno deciso di acquistare il biglietto ed ascoltarti dal vivo.»

Che consiglio daresti ai ragazzi che, oggi, vorrebbero intraprendere questa strada, ma che devono fare i conti con una realtà ostica?
«Il consiglio che do a tutti i ragazzi è di rimanere sempre con i piedi ben saldi a terra ed essere determinati perché gli ostacoli sono tanti e bisogna essere pronti a sapersi rialzare dopo le cadute. Ricordatevi che niente viene regalato, ma ogni cosa viene conquistata con la costanza, la fatica e la voglia di realizzazione.»

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Credits: Manuel Aspidi
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