Intervista a Giuseppe D’Amati, giovane cantautore pugliese

Continua il nostro viaggio alla scoperta di nuovi talenti: oggi vi segnaliamo l’intervista a Giuseppe D’Amati, cantautore di origine pugliese che vive a Massafra.
Figlio d’arte, Giuseppe si avvicina alla musica fin da piccolo, imbracciando una chitarra all’età di 5 anni, per poi iscriversi al conservatorio e comporre le sue prime canzoni “per sfogo e gioco”.
Negli anni ha partecipato a diversi contest musicali – come il “Festival delle Arti di Bologna”, il “Festival internazionale della Chitarra di Mottola”, “Un CompactDisc per i Giovani” – che lo hanno avvicinato all’etichetta milanese “Rusty Records“.
Oggi vive a Milano ed è impegnato nella realizzazione del suo primo album.
Come di consueto, vi proponiamo l’intervista integrale. Buona lettura!

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Credits: Giuseppe D’Amati

Ciao Giuseppe, presentati ai nostri lettori.
«Sono Giuseppe D’Amati, un cantautore e chitarrista pugliese che abita a Massafra (TA).»

Come e quando ti sei avvicinato alla musica?
«Ho imbracciato la mia chitarra all’età di 5 anni e da allora non l’ho più lasciata.
Nel tempo ho coltivato la mia passione per la musica, trasformandola in un vero e proprio lavoro: nel 2011 ho cominciato a mettere nero su bianco per sfogo e gioco, fino ad arrivare al 2014, anno in cui ho conseguito il diploma di chitarra al conservatorio.
La musica è sempre stata la mia passione più grande, ciò che più amo!»

Chi ti ha supportato maggiormente in questa avventura?
«I miei genitori.
Essendo entrambi musicisti, posso dire di aver respirato la musica fin da piccolo.
Il motivo per il quale li ringrazio maggiormente è di non avermi mai imposto di fare musica: loro hanno atteso i miei primi segnali di interesse e mi hanno guidato fino a quando sono stato in grado di proseguire da solo.»

Quali sono i tuoi modelli musicali di riferimento?
«Ho sempre trovato ispirazione ed esempio nella “buona” musica, ovvero quella dei grandi cantautori e delle band che hanno segnato la storia.»

Cosa ne pensi dell’attuale scena pop?
«Attualmente ritengo che ci sia una sorta di stop musicale e un po’ di monotonia, almeno in Italia, legata forse alle mode e alle “tendenze”.
I talent? Non ci credo molto, se non per l’indubbia visibilità che possono offrire.»

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Credits: Giuseppe D’Amati

Essendo un artista emergente e non una leva dei talent, quanto è difficile farsi conoscere e apprezzare dal pubblico?
«In questo mondo fa tanto la cosiddetta gavetta che, con i suoi schiaffi morali, ti permette di crescere e non mollare.
Ovviamente la strada è lunga e faticosa, soprattutto se la visibilità devi costruirtela da solo.»

Hai alle spalle diverse esperienze musicali come i concorsi “Festival delle Arti di Bologna”, “Festival internazionale della Chitarra di Mottola”, “Un CompactDisc per i Giovani” e “PugliaStyleMusicContest”: ci spiegheresti un po’ com’è andata?
«Ho diverse e variopinte esperienze artistiche alle spalle: concorsi, live, videoclip, esperienze in studio, festival, stage formativi, aperture di concerti di artisti nazionali e internazionali.
Ognuna di queste mi ha dato tanto!»

E oggi? Hai dei progetti in cantiere?
«Attualmente è online il mio nuovo singolo “Passo dopo passo“, disponibile nei digital download e sulle principali piattaforme di streaming (Youtube, iTunes, Spotify e Amazon).
Dopo seguirà un secondo singolo, e poi un disco.
Il cammino artistico procede bene e ci credo tanto.»

Quali sono le tue aspettative per il futuro?
«Le vittorie di alcuni contest hanno mosso l’interesse del mio attuale produttore Massimo Morini e hanno fatto sì che io mi trasferissi a Milano, in seguito alla firma del mio primo contratto discografico con l’etichetta “Rusty Records” di Maurizio Rugginenti.
I progetti in vista sono interessanti e non vi svelo troppo per scaramanzia.
Spero solo che la mia musica e i miei testi possano regalare emozioni a qualcuno, e che possano segnare il sottofondo di un momento di vita o semplicemente della giornata.»

Che consiglio daresti ai giovani che, come te, vorrebbero intraprendere questo percorso?
«Il mio consiglio, come dice la mia canzone, è di fare le cose “Passo dopo passo”, con umiltà e semplicità.»

“Passo dopo passo la mia vita gira e va!”

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