Intervista ad Alessio Paca, cantante emergente padovano

Continua il nostro viaggio alla scoperta di nuovi talenti: oggi vi presentiamo Alessio Paca, il protagonista della nostra intervista.
Riflessivo, razionale e Padovano Doc, Alessio si avvicina alla musica fin da piccolo, ascoltando ossessivamente Eminem, Michael Jackson, Paolo Nutini e tante altre icone mondiali.
Comincia a studiare canto dopo aver ottenuto i primi consensi sui social, ma ancora oggi non si sente pronto per un’eventuale partecipazione ai talent.
Il suo sogno nel cassetto è duettare con Giorgia e Woodkid, ma anche emergere con le proprie forze.
Come di consueto, vi proponiamo l’intervista integrale. Buona lettura!

Alessio, ci spieghi un po’ chi sei e com’è nata la tua passione per la musica?
«Non è facile spiegare chi sono: mi ritengo tanto semplice da una parte, quanto complicato dall’altra. Sono una persona molto razionale e credo di portare questo aspetto anche nelle mie canzoni.
La mia passione per la musica ha iniziato ad evidenziarsi nel momento in cui ho sentito il bisogno di sfogarmi attraverso la mia voce.
La musica, quindi, è il mezzo più potente che abbiamo per comunicare qualcosa e sono contento di poterne usufruire, o di provarci almeno!»

Quali sono i tuoi hobby ed interessi al di là della musica?
«Non ho grandi hobby in realtà. Sono una persona piuttosto pigra quando si tratta di fare sport. Ultimamente guardo molti film e serie tv. Mi ritengo molto selettivo, e per questo, probabilmente, cerco sempre qualcosa che oltre a piacermi, possa influenzarmi o ispirarmi.
Nel corso del tempo ho iniziato ad apprezzare situazioni più gradevoli agli occhi e all’anima, come viaggiare, visitare posti nuovi con viste mozzafiato o tornare nella mia amata Londra, città dove ho lasciato il cuore.»

C’è qualcuno che, inizialmente, ti ha supportato o ostacolato in questa avventura?
«Inizialmente facevo tutto di nascosto e registravo qualche cover con improbabili aggeggi e programmi per computer nella mia cameretta.
Credo che il primo supporto esterno lo abbia ricevuto proprio tramite i social: dopo aver pubblicato la mia prima cover e riscosso quel “successo”, cominciai a prendere lezioni di canto.
Ma gli ostacoli, per chi sogna di trasformare la musica da hobby a lavoro, ci saranno sempre.
Purtroppo la mentalità italiana non prevede ancora che la musica possa essere il piano A di una persona, soprattutto se non la vedi in TV.»

Quali sono i cantanti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?
«Quando dico di essere complicato, mi riferisco anche a questo: i miei gusti musicali.
Sono passato dall’essere un “drogato” di Eminem (tanto da costringere mio padre a portarmi a vedere 8 Mile al cinema, nonostante avessi solo 10 anni ed il film fosse vietato ai minori di 14), ad apprezzare intensamente Michael Jackson.
Poi, crescendo, ho iniziato ad ascoltare con attenzione anche artisti italiani. Ho sempre dato molta importanza alla voce e alla tecnica, ma se dovessi fare un nome, mi sentirei di dire Giorgia, regina del pop soul italiano.
Per quanto riguarda la scena internazionale, credo di essere stato influenzato da Paolo Nutini su tutti, ma anche da Chet Faker, Radiohead, London Grammar, Lorde e molti altri.»

Che genere di musica ascolti?
«Ascolto generi musicali diversi, in base anche al mio stato d’animo.
In realtà non ne ho uno preferito ma, come avrete capito, spazio tra musica pop soul, elettronica, down tempo e trip hop.»

Intervista-Alessio-Paca
Credits: Alessio Paca

Cosa ne pensi dell’attuale scena pop? Con chi ti piacerebbe collaborare o duettare?
«L’Italia credo sia caratterizzata da grandi artisti che hanno scritto la storia e che continueranno a persistere negli anni, e da prodotti musicali del momento, destinati a durare il tempo che serve, per poi sparire ed essere sostituiti da altri.
In futuro, mi piacerebbe duettare con Giorgia o Woodkid, che personalmente reputo un grandissimo genio!»

Quando un artista, secondo te, può essere definito tale? E qual è il momento giusto per spiccare il volo?
«Credo che la parola artista sia davvero troppo ricca di sfaccettature per poterla inquadrare in una sola definizione. Per me un artista è colui che riesce a trasmettere le proprie emozioni alla gente tramite un canale, che in questo caso è la musica. Ritengo inoltre che non ci sia un momento giusto per spiccare il volo. Quello che è importante è il prepararsi e sentirsi preparati, e come diceva sempre una mia insegnante di canto, rendersi inattaccabili.»

Cosa non dovrebbe mai fare un giovane cantante?
«Penso che, per il proprio benessere, un giovane cantante – o chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo – non dovrebbe mai pensare troppo, ma agire più di istinto. Perché pensare troppo ci limita tantissimo. La paura di sbagliare, di non piacere, di non essere abbastanza, ti ostacola e basta.
Invece dovremmo essere più spensierati e fregarcene dei giudizi altrui, perché non si può piacere a chiunque. Tanto vale, quindi, farlo per noi stessi.»

Cosa ne pensi dei social? Credi siano un’alternativa ai talent e una valida scorciatoia per ottenere visibilità?
«I social sono sicuramente un ottimo mezzo di comunicazione che ti permettono di raggiungere tantissime persone, ma vanno utilizzati con intelligenza, umiltà e parsimonia.
Credo che il miglior modo per farsi conoscere ed apprezzare dal pubblico sia fare concerti. Con gli anni ho constatato che la gavetta è la prima tappa fondamentale per la propria carriera, anche se non è facilissimo trovare posti dove suonare, soprattutto nella mia città.
Per quanto riguarda i talent, invece, credo possano essere un grande trampolino di lancio, al quale però devi arrivare assolutamente pronto, deciso e con un progetto ben definito da poter presentare al pubblico. A volte tutto ciò non basta, ma se non hai queste tre caratteristiche rischi di spiccare il volo, per poi precipitare brutalmente.»

Parteciperesti mai a un talent? E se sì, in quale?
«Ora come ora non mi vedrei in nessun talent: l’anno scorso partecipai ad un provino e capii di non essere ancora pronto.
Al momento, quindi, il mio sogno è quello di emergere da solo, con le mie forze, dopo aver fatto la gavetta necessaria. Se poi un giorno dovessi sentirmi pronto per un passo simile, di certo non mi chiuderei le porte in faccia da solo. Ma il mio desiderio attuale è quello di fare tanti live, ovunque sia possibile.»

Intervista-ad-Alessio-Paca
Credits: Alessio Paca

Chi apprezzi, artisticamente, tra i ragazzi usciti dai talent?
«Dati alla mano, credo che questa risposta sia sotto gli occhi di tutti.
L’unico vero talento cristallino, uscito vincitore da un talent e affermatosi negli anni tra i big in Italia, è Marco Mengoni.»

Quali sono le tue aspettative per il futuro?
«Come dicevo prima, il mio desiderio più grande è fare tanti live: solo così puoi fare gavetta, raggiungendo magari più persone possibili.
Poi vorrei completare il mio nuovo album – nato dalla collaborazione col mio produttore Massimo Di Leo e Giovanna Lubjan – e presentare le mie canzoni in giro.»

Che consiglio daresti ai giovani che, come te, vorrebbero intraprendere questa strada?
«L’unico consiglio che vorrei dare è quello di crederci sempre e non mollare mai.»

Perché il pubblico dovrebbe seguirti e supportarti?
«Con tutta l’umiltà del mondo e con la consapevolezza che non si possa piacere a tutti, credo di avere qualcosa da comunicare, attraverso sonorità interessanti, originali e misteriose.
Generalmente mi affido a Massimo Di Leo che, oltre ad essere un gran produttore, è anche un mio amico fidato: lui ha saputo interpretare i miei stati d’animo in modo eccellente e ha scritto canzoni che mi rappresentano a pieno.
Per quanto riguarda il supporto, credo che l’arte in generale debba essere supportata a prescindere. Anche se non sei in TV, anche se non sei già famoso.»

In quali canali possiamo seguire Alessio Paca?
«Mi potete trovare su Facebook, Youtube, Instagram e nei vari digital store.»

Precedente Intervista esclusiva ai Misga, duo smile pop Successivo Intervista a Giuseppe D'Amati, giovane cantautore pugliese

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.