Intervista a Fran e i Pensieri Molesti per il nuovo singolo “Mania”

Fran e i Pensieri Molesti nascono a Torino nel Febbraio del 2016.
Il 18 Settembre 2016 producono il primo album, “Col Senno di Poi”, contenente 10 tracce inedite composte da Fran ed eseguite dal gruppo. Il 26 Novembre 2017 pubblicano il videoclip del brano Libano, che ottiene il patrocinio di Amnesty International.
Da Dicembre 2017 collaborano con il poeta e autore Simone Carta, proponendo uno spettacolo di reading musicato che portano in giro per l’Italia.
A Febbraio 2017 Fran è una delle finaliste nazionali di Sanremo New Talent,mentre a Maggio Fran e i Pensieri Molesti vincono il premio per il pubblico più numeroso all’Emergenza Festival. Nello stesso periodo si classificano secondi a Pagella Non SoloRock, attraverso cui si esibiranno al festival Balla coi Cinghiali.
Ad Ottobre vengono selezionati, tra oltre 300 artisti, per partecipare al Reset Festival. Nel Luglio 2018, dopo aver vinto il primo posto nel concorso “M** Talent”, si esibiscono al Flowers Festival (Collegno, TO) in apertura ad Alborosie.
Fran e i Pensieri Molesti vengono scelti come gruppo spalla per più date dei Modena City Ramblers, degli Eugenio in Via Di Gioia, di Ensi, dei AToys Orchestra e dei Giulia’s Mother.
Il gruppo inoltre partecipa, tra le varie manifestazioni, alla rassegna di OfficineBuone (Casa UGI), Vitamine Musicali, Bergamo Pride e Novara Pride.
Nell’Agosto 2018 il gruppo, patrocinato da Hiroshima Mon Amour, Cap10100 ealtri locali torinesi, organizza il “Connessioni Tour”, un giro d’Italia di 17 giorni, con 17 esibizioni di busking per le strade di altrettante città italiane.

intervista fran e i pensieri molesti
Credits: Fran e i pensieri molesti

Ciao ragazzi, ci spieghereste chi siete e come è nato il vostro gruppo?
«Ciao! Siamo Fran e i Pensieri Molesti, un gruppo indie-pop torinese.
Il progetto è nato nel 2016 quando Fran, autrice dei testi e delle musiche, ha dato vita a una band con Lorenzo, il nostro attuale tastierista. Dopo qualche mese si è aggiunto Jacopo alle percussioni e nel 2017 è arrivato Roberto al basso, completando così la formazione attuale.»

È stato semplice conciliare i trascorsi musicali di ciascuno di voi e creare un’identità di gruppo ben definita?
«Possiamo dire di esserci riusciti, malgrado ognuno di noi provenga da un percorso diverso: chi dal rock, chi dalla musica etnica, chi dal pop e chi dal cantautorato. Quello che ci accomuna alla fine è il nostro sound, che non ha dei riferimenti ben precisi e delineati, e forse per questo ci piace tanto!»

Quali difficoltà avete dovuto affrontare per affermarvi? E cosa consigliereste a una band emergente in Italia per farsi notare da una casa discografica?
«Affermarsi oggi è davvero molto complicato. Sicuramente la prima difficoltà che si affronta è quella del pubblico, perché non è facile uscire dalla propria sala prove con della musica inedita e piacere davvero a delle persone che non siano i tuoi amici, i tuoi parenti.
L’unico consiglio che ci sentiamo di dare è quello di suonare, suonare ovunque, quanto più possibile. Purtroppo oggi i dischi non vendono più come una volta, quindi è sul live che bisogna investire tanto.»

intervista Fran e i pensieri molesti
Credits: Fran e i pensieri molesti

Cosa ne pensate del panorama musicale odierno?
«Il panorama musicale odierno contiene, come in ogni periodo, artisti e gruppi interessanti così come progetti che non lo sono. I gusti sono personali, non si discute, ma se c’è qualcosa che ci colpisce è sicuramente un progetto originale, diverso da quello degli altri e che quindi si distingue per vari motivi. Purtroppo, a malincuore, stiamo assistendo a un momento musicale di “appiattimento” sia a livello di testi che di musica, per cui molti progetti tendono ad omologarsi e a uniformarsi agli standard che richiede l’industria musicale. Ma siamo convinti che il trend prima o poi cambierà, speriamo in meglio!»

Avete mai collaborato con altri artisti? Se si con chi?
«Abbiamo avuto il piacere di collaborare con diversi artisti, soprattutto sui palchi come gruppi di apertura. Ricordiamo con piacere gli Eugenio In Via Di Gioia, La Rappresentante di Lista, Franco126, Alborosie ed Ensi; quest’estate accompagneremo in alcune date Giancane e Dutch Nazari, artisti che stimiamo parecchio.»

Sono passati 3 anni dall’uscita di “Col senno di poi”: raccontateci un po’ la genesi del vostro nuovo lavoro.
«Quella del nuovo lavoro è una storia del tutto diversa rispetto a quella di “Col senno di poi”, principalmente perché quello che uscirà a breve è frutto di un intenso lavoro di produzione di circa un anno. Il lavoro di produzione è stato svolto in buona parte da Marco Libanore, che ha in precedenza prodotto dischi di Eugenio In Via Di Gioia e Levante. Lui ci ha dato una grande mano a trovare la nostra strada, il nostro sound, e noi ci abbiamo messo tantissimo impegno per raggiungere questo risultato che ci soddisfa davvero tanto.»

Lo scorso 10 Maggio è uscito “Mania”, il vostro nuovo singolo: come è nata l’idea della sua creazione e produzione? E che riscontro sta avendo col pubblico?
«”Mania” è il pezzo che ha la storia più lunga. Nasce da un’esperienza di Fran, la fine di una storia d’amore causata soprattutto dall’ansia patologica, un problema che poi si ripercuote anche in altri aspetti delle nostre relazioni sociali, come si può notare nel testo. “Mania” ha conosciuto almeno altre 4 versioni rispetto a quella che abbiamo deciso di pubblicare. Non è stata per niente semplice da partorire, però ci siamo tanto legati e siamo davvero contenti che anche il nostro pubblico si sia subito legato. Le reazioni sono state più che positive, gli ascolti stanno andando molto bene su Spotify e su Youtube e tante persone ci stanno conoscendo grazie a questo pezzo!»

Qual è la vostra “mania” più grande?
«La nostra mania più grande ha un nome: Fran e i Pensieri Molesti. Noi dedichiamo tantissimo tempo (calcoliamo circa 12 ore giornaliere, in media) a questo progetto perché ci crediamo profondamente. Sappiamo che vivere di musica oggi è davvero difficile, ma noi siamo ossessionati da questa idea, da questo sogno e, a poco a poco, stiamo provando a realizzarlo con tutte le nostre forze.»

Attualmente siete impegnati nell’ Ad (oro) tour, un tour che vi porterà in giro per tutta Italia: quali sono le vostre aspettative e che tipo di rapporto avete col pubblico?
«Siamo molto contenti di quello che è il nostro tour, completamente organizzato da noi, con le nostre sole forze, e le date che ci attendono si prospettano davvero interessanti ma anche molto impegnative. Suonare davanti a 5000 persone in apertura a Franco126 come data iniziale del tour è stato un battesimo incredibile e davvero emozionante, quindi ci aspettiamo di poter suonare in situazioni ancora più grandi! Noi non riteniamo il pubblico uno “spettatore passivo”, ma ci teniamo particolarmente a coinvolgerlo nei nostri concerti, trasportandolo soprattutto emotivamente e avvicinandoci ogni volta che si può, non dimenticandoci comunque di quella sottile differenza tra gli artisti e gli ascoltatori!»

intervista fran e i pensieri molesti
Credits: Fran e i pensieri molesti

Com’è assistere ad uno show dei Fran e i pensieri molesti? Cosa si porterà a casa la gente?
«Il nostro concerto non è un semplice live, ma è uno spettacolo. Ci concentriamo molto sulle scenografie, le coreografie, i costumi e le presentazioni perché crediamo che fare musica dal vivo non significhi solamente salire sul palco, eseguire i propri pezzi e ringraziare il pubblico; noi tentiamo allo stesso tempo di meravigliare il pubblico con il nostro live e di “molestarlo” lanciandogli dei messaggi provocatori e dei contenuti che spesso fanno riflettere, con la speranza che tutti ritornino a casa ripensando al nostro spettacolo e a tutte quelle suggestioni che abbiamo voluto lasciare.»

Che differenze emotive ci sono tra il cantare in studio ed esibirvi live?
«La presenza del pubblico è un fattore importantissimo, soprattutto se è un pubblico, come quello delle aperture dei grandi artisti, che non è lì per sentire cantare te. O meglio, è un pubblico da conquistare, quindi la pressione è molto alta e la tremarella pure. Però questo, a nostro parere, dona quel tocco di adrenalina e di sensazione che ti spinge poi a dare il massimo, quindi la prendiamo anche come una sfida, un ostacolo da superare. Poi le luci si abbassano, comincia lo spettacolo e si inizia a fare sul serio.»

Secondo voi la musica emergente ha ancora futuro?
«Speriamo di sì, perché comunque siamo convinti che ogni artista affermato debba, prima di diventare tale, fare gavetta e suonare nelle situazioni più piccole e “disagiate”, dai bar di provincia agli oratori. Se si tolgono le possibilità alla musica emergente rimaniamo davanti ai fenomeni da televisione o da radio che però, come tutte le mode, passano in poco tempo perché non hanno la stessa base e le stesse ossa che si sono fatti quelli che sono stati “emergenti” durante la loro carriera.»

Qualche novità in vista che, magari, vorreste condividere in anteprima con noi?
«Prestissimo arriveranno delle belle novità, però per scoprirlo seguiteci sui nostri social!»

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Credits: Fran e i pensieri molesti
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